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Oltre alla medicina…

Il Dott. Enrico Riggi è, inoltre, scrittore di romanzi e narrativa e fa parte dell’AMSI, Associazione Italiana dei Medici Scrittori.
In particolare, ha pubblicato nel 2014 il romanzo “Voglio morire in un giorno di sole”, vincitore nel 2015 della menzione d’onore al premio di narrativa italiana “Cesare Pavese”. Infine nel 2021 esce con il suo ultimo romanzo “L’odore dell’ombra”, Edizioni del Capricorno.

Filippo Leonardi, chirurgo di fama e uomo affascinante nel pieno della maturità, assiste da tempo ad un lento e inesorabile assottigliarsi di quel feeling prepotente che aveva con la sua vita, finché la sua esistenza splendente gli crolla improvvisamente addosso e decide di presentargli il conto. In una calda mattinata d’autunno la sua esistenza dorata è sconvolta per sempre dal misterioso rapimento che lo coinvolge. Lo cercheranno in molti: governo, polizia internazionale, televisioni, ma di lui non si saprà più nulla. Apparentemente evaporato, Filippo si troverà invece imprigionato in Afghanistan, costretto da un’organizzazione criminale dedita al traffico di organi a vivere e operare in una “clinica della morte”. Mille peripezie lo porteranno tra villaggi ai confini del mondo, e a incrociare il proprio destino con feroci trafficanti d’organi, medici coraggiosi, scaltri narcotrafficanti, inquietanti gruppi armati, e una misteriosa e affascinante “signora dell’oppio”. Questo libro è allo stesso tempo un romanzo avventure, il viaggio letterario in una terra conturbante e terribile, Afghanistan, e la riflessione impegnata sugli scenari tragicamente reali di tante zone disagiate del mondo.
L’AUTORE: Enrico Riggi, medico chirurgo, vive e lavora a Torino, e “Voglio morire in un giorno di sole” è la sua opera prima. L’idea di scrivere questo romanzo gli è venuta una notte in Africa, dove prestava la sua opera di medico. In quei luoghi la percezione di ciò che viene narrato nel romanzo è superficialmente tangibile: povera gente sparisce spesso nel nulla e strani personaggi si aggirano determinati e furtivi, apparentemente estranei a quel mondo. Nomi e cognomi sono di fantasia, e la scelta Afghanistan come luogo di ambientazione del romanzo, è un tributo a un paese attuale e conturbante.

Edoardo, avvocato affermato, bon vivant, perde il figlio per una dose di droga tagliata male. E per lui tutto cambia all’improvviso. La vita mondana non lo attrae più, si abbrutisce, la mattina va in studio a pezzi. In una delle molte notti trascorse a vagare per la città incontra un clochard con il quale stringe un rapporto umano e di amicizia. Il clochard gli racconta di essere stato un farmacista galenico, e di occuparsi di veleni naturali, erbe che uccidono, estratti vegetali letali. In Edoardo scatta una molla: strapperà al clochard i segreti della chimica, conoscerà le formule per ottenere preparati mortali. E da quel momento comincerà una devastante serie di omicidi fra i pusher della città, mentre la polizia da un lato brancolerà nel buio e dall’altro dovrà reagire a quella criminale sostituzione di compiti. La sfida si farà rovente quando il fratello di Edoardo, medico legale e legato sentimentalmente alla responsabile della Squadra Omicidi, sarà incaricato di esaminare i cadaveri dei pusher...